![]() |
| [foto da www.reloadroma.com] |
È già aperto al Pigneto dal 4 gennaio Reload. Due mesi di artefotoistallazioni e laboratori di analisi sul contemporaneo. Un progetto ideato e diretto da Gian Maria Tosatti, giovanissimo artista che dirige la rivista culturale LaDIfferenza ed ha già preso parte al team dell’Angelo Mai.
Reload è una sfida, o per meglio dire una nuova risposta alla crisi del mercato delle arti e del loro hinterland (musei, accademie, scuole, gallerie), alla crisi della città rallentata nei suoi processi di trasformazione urbana e alla carenza di spazi no-profit della capitale. L’idea è semplice: per due mesi 3000 mq della ex officina automobilistica saranno occupati “ricaricando” uno spazio prima inutilizzato e rendendolo libero ed aperto a collettivi d’artisti e galleristi romani. L’occupazione è solo temporanea e i termini sono stati concordati col proprietario. A Roma così come in molte altre città europee succede che spazi simili (che hanno potenzialità maggiore perché non in stato di avanzato degrado) rimangano inutilizzati. La ragione è semplice: sono spesso proprietà immobiliari di società che si occupano di beni immobili e che attendono un nuovo piano aziendale per cominciare nuove ristrutturazioni o di istituzioni che attendono nuovi fondi o di proprietari privati che aspettano di affittare (ed è quest'ultimo il caso delle ex officine, che sono praticamente nuove...). Per ognuno di queste eventualità Reload è una possibile soluzione.
![]() |
| [foto da www.reloadroma.com] |
![]() |
| [foto da www.reloadroma.com] |
Lo spazio delle ex-officine di via Ghisleri 44 è stato diviso per usi e potenzialità espositive:
- Share
- Tunnel: un tunnel lungo 50 metri e largo 5 viene messo a disposizione di otto curatori che svilupperanno mostre di una settimana ognuno. Lo spazio cerca di assolvere il ruolo di quelle project-room che, pur auspicate da tutto il sistema dell’arte romano, non hanno ancora trovato modo di essere inserite nelle strutture istituzionali. Inoltre il ritmo serrato della proposta tende a creare indirettamente un confronto e un dialogo fra i principali critici dell’ultima generazione: Angel Moya Garcia, Cecilia Casorati e Cecilia Canziani, Emilia Giorgi, Ilaria Gianni, Alessandro Facente, Micol Di Veroli, Gianluca Brogna, Pietro Gaglianò.
- Perform: i diversi spazi dell’intera struttura saranno aperti ad un programma di performance “di confine” realizzate da artisti provenienti dalle arti visive e dalle arti performative, due mondi che si osservano reciprocamente molto poco. Questo spaccato è un modo per avere l’occasione concreta di tentare uno sguardo trasversale sulla performance contemporanea attraverso il lavoro di: Myriam Laplante, Muta Imago, Stefano Taiuti, Gianni Piacentini.
- Windows: è un ciclo di due tavole rotonde “tecniche”, ma aperte al pubblico, legate ai temi propri di Reload che vedranno impegnati tutti gli attori del sistema della cultura, dalle istituzioni, ai direttori di musei pubblici, ai collezionisti, fino alle realtà indipendenti. Il primo incontro verterà sulla situazione degli spazi no-profit in Italia, il secondo sull’uso temporaneo degli spazi.
: la sala principale dell’edificio sarà gestita a rotazione da quattro delle principali associazioni no-profit di arte contemporanea della città sul modello dei grandi spazi nord-europei messi a disposizione di diversi gruppi di curatori ed artisti che li co-gestiscono. Ogni due settimane sarà realizzata una mostra a cura di un gruppo diverso tra: 26cc, Condotto C, 1:1 projects, Opera Rebis.
![]() |
| [foto da www.reloadroma.com] |
Ieri ad esempio ho assistito alla lezione di Manuel Anselmi sulla parola "rappresentazione". Un ora e mezza molto interessante di teoria sociologica, strategie di potere ed interventi sulla situazione politica italiana. Un pensiero su tutti: la fine dello scandalo. Forse siamo abituati agli scandali mediatici nell’era Berlusconi?
Stasera, lunedì 21 febbraio, a Reload l'istallazione "Riti Planetari" di Salottobuono e 2A+P




Nessun commento:
Posta un commento